GOMBLOTTO!

Da quando è partita la campagna #iorestoacasa hanno cominciato a spopolare sui social le teorie complottistiche. Dal laboratorio segreto di Wuhan, all’esercito USA, dal complotto delle case farmaceutiche a Bill Gates. Una marea di teorie indimostrabili, ma consolatorie. Boiate che svolgono la stessa funzione delle religioni: offrire risposte quando l’umanità non ne ha. Esattamente come facciamo nei confronti della morte. Le nostre testoline non riescono ad arrendersi all’idea che per la natura siamo solo una delle infinite forme di vita che popolano il pianeta.

Veniamo da decenni di pace e benessere, intere generazioni non hanno conosciuto la paura, se non in occasione di recenti terremoti e alluvioni. Emergenze nei confronti delle quali siamo abituati a reagire con risate vergognose e speculazioni clamorose. Tant’è che la nostra classe dirigente ha reagito come sempre e qualcuno ha avuto il coraggio di tirare fuori il nome di Bertolaso. Però questa volta il solito giochino non funziona.

Oggi stiamo verificando quanto i social e le Università della strada abbiano fatto male alla scienza. In questi giorni emerge chiaramente la differenza tra libera scienza e scienziati prezzolati. La cosa che più mi addolora in tutto questo è che i complottisti, evidentemente già accomodatisi a casa, non spendano una parola per le lavoratrici ed i lavoratori che continuano ad essere esposti al rischio contagio. L’insopportabile balbettio dei sindacati fa il paio con l’incapacità di un popolo nel costruire una coscienza collettiva.

Non ha prevalso #chiuderetutto bensì #iorestoacasa . Non rivendicazione collettiva, ma scelta individuale. Nessuno si salverà da solo. L’unico vero complotto in questo momento è ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori italiani ed europei.

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