International Mother Earth Day 2020

Oggi è la giornata internazionale della madre Terra. Esattamente 50 anni addietro qualcuno si è impegnato affinché cominciasse a farsi strada la consapevolezza di essere tutti inquilini di un pianeta dalle dimensioni e dalle risorse limitate. Una ricorrenza che trova l’umanità spaventata e rintanata, ma pronta a ripartire sulla falsariga di quanto realizzato fin qui. Ma davvero possiamo permettercelo?

Con il passare dei giorni abbiamo verificato come le informazioni provenienti dalla Cina fossero a dir poco imprecise. Abbiamo testimonianze di arresti e sparizioni di cittadini che hanno provato ad utilizzare i social network per restituire la reale portata di quanto stesse accadendo nel loro paese. Riceviamo notizie frammentarie di nuovi focolai, nuovi lockdown, ma secondo i dati ufficiali in Cina non muore più nessuno per Coronavirus.

In realtà le autorità cinesi sono state più spietate ed ostinate di quelle europee, così come lo è il loro giovane turbo capitalismo. Si sono dovute arrendere alla necessità di un lockdown rigidissimo e prolungato e questa scelta dovrebbe farci riflettere sulla reale portata del pericolo cui siamo esposti. Anche i cinesi smaniano per tornare a macinare punti di PIL e per questo hanno attivato un sistema di tracciamento obbligatorio ed attuato un ulteriore irrigidimento delle regole e del sistema sanzionatorio. Anche lì la produzione deve riprendere a pieno regime quanto prima, perché se il meccanismo dovesse incepparsi, il rischio di sprofondare in una dimensione di instabilità politica e sociale diventerebbe troppo elevato. 

Ci sarebbe finanche il pericolo che posizioni come quelle espresse dal capo della chiesa cattolica possano trovare terreno fertile.

Quale tra gli attuali governi si può permettere il lusso che lavoratrici e lavoratori di tutto il pianeta possano tornare a rivendicare diritti? E se poi cominciassero a rivendicare diritti universali? Chi tra gli attuali potenti può avere interesse a rivoluzionare in chiave più equa e sostenibile il sistema produttivo?

Pleonasmi utili a comprendere quanto il pericolo cui è esposto il pianeta sia sempre più grande. Qualche settimana di lockdown ci ha restituito l’idea di quanto la natura avesse bisogno di respirare, ma l’impeto con il quale si sta già tornando ad inquinare e depredare è davvero spaventoso.

Dobbiamo ricominciare a respirare insieme al pianeta, non possiamo continuare a considerarlo altro da noi. Costringerlo ad una nuova lunga apnea per giustificare la nostra voglia di proseguire sulla strada sbagliata sarebbe follia criminale. Una scelta della quale dovremo rendere conto alle nuove generazioni.

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