BUONA LIBERAZIONE!

Ha il sapore della storia l’appuntamento con la nostra festa. Quest’anno non potremo ritrovarci a discutere per condividere le preoccupazioni sui rigurgiti fascisti che si manifestano in tutta Europa. Ci ritroviamo in uno stato d’eccezione, in una condizione che ci vede privati di alcune libertà che abbiamo sempre dato per scontate. Siamo costretti a piccole e grandi rinunce per il bene della collettività.

Però anche oggi, pur in questa dimensione di restrizione, godiamo di libertà dal valore inestimabile. Prima tra tutte la libertà di esprimere il nostro pensiero attraverso tutti i canali a nostra disposizione. Quella libertà di espressione e di stampa che porta anche alcuni personaggi pubblici ad inveire platealmente nei confronti di pezzi importanti del paese. Esiste la querela come strumento di difesa dalle calunnie e dalle affermazioni oltraggiose, ma nessuna squadraccia busserà alla porta di chi esprime opinioni e posizioni non conformi a quelle dettate dall’autorità.

L’ho sempre percepito così il fascismo, come un mostro spaventoso contro il quale non esiste rifugio domestico. Perché il fascismo bussa alle porte e non ha smesso di farlo nel mondo. Nuovi autoritarismi si conclamano anche in Europa. Serviranno scelte politiche coraggiose ed innovative per evitare che i più bassi istinti possano tornare a prendere il sopravvento nel vecchio continente. Tra qualche giorno potremo uscire dalle nostre case, ma lì fuori non troveremo quel che abbiamo lasciato. Avremo perso tanta parte di quella memoria storica che continua ad assottigliarsi giorno dopo giorno. Andrà compensata da una nuova consapevolezza e da una nuova stagione di impegno civile e sociale.

Buona Resistenza!

 

PIERO CALAMANDREI, Discorso sulla Costituzione, 1955.

È così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch’io! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa.

Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai.

E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.

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