FORZA VIRUS

L’unica speranza cui sento di affidarmi in questo momento risiede nella capacità del virus di mutare velocemente in forma benevola, per passare inosservato e continuare ad albergare indisturbato nei nostri corpi.

Se dovessi invece pensare di affidarmi alle volontà e alle capacità dei governi e dei popoli occidentali, le speranze sarebbero davvero ridotte al lumicino. Si moltiplicano le manifestazioni di insofferenza e i soliti noti sono pronti a soffiare sul fuoco. Se il virus dovesse decidere di proseguire sulla strada intrapresa, continuando a fare strage, temo che le conseguenze sarebbero davvero imprevedibili ed i danni incalcolabili. Gli Stati Uniti hanno superato in pochi mesi il numero di vittime americane durante la guerra in Vietnam. Trump sembra un pugile suonato. Boris Johnson, tornato al comando dopo aver sconfitto la malattia, assume toni da statista. L’umanità è allo sbando, ma ognuno di noi è naturalmente portato a cercare il ritorno ad una normalità che ogni giorno si trasforma sempre più in un miraggio.

Tutti stiamo provando ad elaborare strategie individuali per affrontare un futuro pieno di incognite, ma non c’è l’ombra di un dibattito pubblico che si ponga il problema di come prepararsi seriamente ad affrontare una fase che potrebbe protrarsi per mesi, se non per anni. Sale la voglia di libertà e si prosegue sulla falsariga del recente passato. In oltre due mesi siamo riusciti solo a realizzare qualche posto letto in più negli ospedali. Rimane il problema della scarsità di medici e non si è ancora sentito parlare di un provvedimento per porre immediatamente fine al numero chiuso per l’accesso a medicina e a tutti gli altri corsi di studio universitari. Mancate scelte che gridano vendetta ed evidenziano la pochezza di chi ci governa.

Il tempo scorre e continuiamo tutti a vivere alla giornata. Il dibattito è centrato sulle date di apertura, come se bastasse riaprire per veder tornare commesse e clienti. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un quadro surreale. Come ne usciremo? Difficile da prevedere, molto dipenderà dalla capacità di riorganizzare la società prima che la pandemia possa produrre conseguenze sanitarie ed economiche molto più devastanti di quelle che abbiamo sotto gli occhi adesso. Vista la difficoltà e l’esasperante lentezza che caratterizza ogni processo decisionale, temo che davvero non si possa fare a meno di tifare per il virus, affinché possa imparare lui a convivere con noi, dato che noi abbiamo già ampiamente dimostrato di essere incapaci di convivere con lui.

Forza Virus!

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