BUON 1º MAGGIO

È una festa ogni anno più dolorosa. Le lavoratrici e i lavoratori si sono trovati a fare i conti con una crisi dalle dimensioni spaventose nel momento storico in cui i diritti sono ridotti all’osso.

Il sistema capitalistico globale, forgiatosi attraverso decenni di dominio sempre più incontrastato del mercato, sta provando ad articolare una risposta alla pandemia senza rinunciare ai suoi dogmi. Il risultato sono decine di migliaia di morti in ogni paese e non è dato sapere quante di queste vittime abbiano contratto la malattia sul loro posto di lavoro. Abbiamo solo i dati raggelanti relativi al personale sanitario.

A loro va dedicato il nostro pensiero in questa occasione, a tutti coloro che hanno continuato a fare il loro dovere, per far si che questo appuntamento non si riduca ad un momento di vana celebrazione. Sul breve termine andrà tenuta altissima l’attenzione sulla sicurezza, in un paese dove le morti bianche sono una piaga con la quale siamo abituati a convivere.

È urgente ricostruire gli anticorpi democratici per arginare una marea nera sempre più minacciosa. Bisogna tornare a riempire partiti, sindacati, associazioni, per rivitalizzare quei corpi intermedi che sono l’unica risposta possibile alla deriva autoritaria.

Bisogna aprire una nuova stagione di rivendicazioni, che parta dal recupero della dignità del lavoro e approdi ad una profonda trasformazione del sistema produttivo. Le generazioni a venire dovranno ricordare questo momento come l’inizio di un nuovo corso per l’umanità.

Lo so che sono di nuovo scaduto nell’ottimismo utopista, ma oggi ci meritiamo qualche concessione.

Buona festa del lavoro!

 

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