DI CHI È IL CIELO

Questa è l’immagine simbolo della #fase2 in Italia.

Restituisce perfettamente l’idea di una natura piegata alle esigenze produttive del sistema economico architettato dagli esseri umani. Come se non bastasse, è partito l’assalto allo spazio pubblico, squalificato in quanto trasformatosi in luogo pericoloso, da praticare solo se muniti di mascherina.

I balneari rivendicano la concessione delle spiagge libere per tamponare le perdite. Stesso discorso vale per bar e ristoranti che rivendicano spazi più ampi per esercitare le loro attività in piazze e strade pubbliche. Stiamo correndo il serio rischio di veder compromessa la nostra libertà di accesso al mare a causa di scelte fatte sotto la pressione operata da gruppi di interesse organizzati. Una politica debole rischia di non riuscire ad articolare risposta migliore che ipotecare il nostro patrimonio e quindi il nostro futuro.

Dobbiamo difendere il valore dello spazio pubblico, opponendoci con forza allo spaventoso tentativo di privatizzare una delle più grandi ricchezze del nostro paese: quasi ottomila chilometri di costa marina!

Bisogna fermare il tentativo di far valere le ragioni di piccoli gruppi su un grande interesse di carattere generale.

Deve essere chiaro a tutte e tutti noi, ma soprattutto alla classe politica italiana, che la concessione temporanea delle spiagge libere equivale a privatizzarle: per sempre! Perché diventano definitivi quasi tutti i provvedimenti temporanei assunti dallo Stato per fronteggiare le emergenze. Il prossimo decreto milleproroghe rischia di trasformarsi nel decreto duemilaproroghe.

Bisogna fermare questa deriva, bisogna difendere il nostro meraviglioso mare dagli assalti di chi lo considera un bancomat o una discarica.

Il mare è nostro, come lo è il cielo!

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