ITALIA 2020

Abbiamo stigmatizzato assembramenti reali o presunti di ogni sorta.

Nelle poche esperienze che ho fatto fuori dalla mia abitazione ho colto un sentimento di intolleranza fuori dall’ordinario. Si ha la sensazione che tutti siano pronti ad abbaiare contro l’altro appena se ne presenti l’occasione. La mascherina, la distanza, la coda per fare la spesa, tutto diventa pretesto per additare il prossimo come potenziale responsabile della sciagura che stiamo vivendo.

Ma le immagini che abbiamo visto ieri spiegano le vere ragioni per cui risultiamo essere uno dei paesi più colpiti al mondo dalla pandemia. Quando critico aspramente la nostra classe dirigente non mi riferisco al Governo, ma a tutte quelle donne e quegli uomini che hanno ruoli decisionali, dentro e fuori dalle Istituzioni. Coloro che hanno creato la gazzarra parlamentare sono gli stessi che nelle prime due settimane parlavano di influenza e infodemia, mentre strepitavano per tenere tutto aperto e invitavano i turisti stranieri a venire in vacanza in Italia. Abbiamo perso quasi un mese grazie alla scarsissima qualità di questa classe dirigente. Quel tempo perso lo pagheremo per generazioni, ma evidentemente a questi pagliacci non basta. Vogliono portare il sistema al collasso per realizzare un sogno malcelato: acquisire i pieni poteri.

Dalle nostre parti si dice che il pesce puzza dalla testa. Un detto popolare che affonda le proprie radici nell’esperienza delle tradizioni. Dobbiamo augurarci per il bene del paese che anche questa volta il modo barbaro di praticare le sedi istituzionali non produca infetti ed effetti. Le immagini dello scempio hanno fatto il giro del mondo e ogni spettacolo di questo tipo rappresenta una zavorra per il futuro del paese.

È urgente un cambio di passo, sul piano della sostanza prima che dell’immagine, ma risulta davvero complicato riuscire a concepirlo nell’attuale scenario.

 

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