IN SICUREZZA

La formula magica grazie alla quale abbiamo assistito ad una brevissima stagione di ritrovato entusiasmo.

Un’estate passata sotto il bombardamento mediatico di apprendisti stregoni, caratterizzata dall’affermazione di una nuova star del web, analfabeta e agli arresti domiciliari, che ha coniato lo slogan “non ce n’è coviddi”.

Per mesi chi ha continuato ad esprimere preoccupazione e perplessità è stato deriso ed apostrofato come covidiota. Tutti i ragionevoli dubbi sull’efficacia di alcune misure preventive si sono dovuti fermare di fronte alla formula magica: “in sicurezza”.

L’unica sicurezza è che le regole stabilite per molte attività sono state poco più di un adempimento formale. I rilevatori di temperatura si sono rivelati quasi sempre strumenti inadeguati, le mascherine sono state raramente indossate in maniera corretta, i distributori di gel disinfettante sono rimasti vuoti.

Ci si è affrettati a ripristinare lo status quo ante e a catalogare come ricordo la tragedia vissuta durante l’inverno.

Ancora oggi si parla di luoghi di lavoro in sicurezza, scuole in sicurezza, ristoranti in sicurezza, eventi culturali in sicurezza. Saremo costretti a battere in ritirata, ma non lo faremo prima di aver visto andare in crisi il sistema sanitario.

Nella prima fase della pandemia mi sono illuso che di fronte alle difficoltà sarebbero emersi i veri valori in campo e ci si sarebbe organizzati a livello europeo per affrontare una fase storica così complicata. Oggi che siamo in mezzo al guado, mi rendo conto di quanto ingenua possa essere stata quella lettura e di quanto pressappochismo continuerà a caratterizzare il perdurare della crisi sanitaria. Le conseguenze si preannunciano drammatiche, ma non è facile coglierne la portata storica in questo momento di sgomento e caos globale.

Il Dott. Matteo Bassetti, uno dei tanti artefici dell’attuale disfatta.

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